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“L’allegria sta arrivando”

Roberto Saviano a Servizio Pubblico ha spiegato perché bisogna proporre agli italiani un’offerta di futuro migliore, invece che una resa dei conti sul passato: come in Cile dopo la dittatura

Nella puntata di giovedì di Servizio Pubblico, Roberto Saviano ha parlato della necessità di proporre agli italiani una promessa e un’offerta di futuro migliore, di felicità, di unità: e ha usato il precedente storico di quando la sinistra cilena dovette scegliere se cercare consenso accusando il regime di Pinochet dei crimini passati, oppure parlando anche ai cileni non di sinistra dell’essere un solo popolo con una prospettiva di futuro migliore. Invece di insultare o attaccare il nemico, persino il dittatore, la comunicazione allora investì sulla frase “l’allegria sta arrivando”, piuttosto che “mai più” o altre formule legate al passato. Il discorso di Saviano ha preso spunto da un film cileno uscito pochi mesi fa (in Italia uscirà il 9 maggio) che racconta la storia di quella campagna di comunicazione, intitolato No.

Via Il Post

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  • 3 weeks ago
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I precari. Gratis non è un lavoro.

In anteprima al Festival viene presentata Articolo36, una nuova testata giornalistica con una semplice linea editoriale: difendere il diritto di ogni lavoratore di non lavorare gratis. Un diritto sancito dall’articolo 36 della Costituzione italiana, ma quotidianamente calpestato, in ambito giornalistico e non solo. 

Con Ester Castano (co-fondatrice stampoantimafioso.it), Benedetta Tobagi (consigliere Rai), Matteo Valerio (Errori di Stampa), Eleonora Voltolina (repubblicadeglistagisti.it)

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  • 3 weeks ago
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Ma Chi Me Lo Fa Fare - Storie di giornalisti minacciati

Giornalismo Minacciato è un progetto nato dall’esigenza di tre giovani giornalisti di capire se l’Italia è davvero capace di garantire diritti umani fondamentali quali la libertà di informazione e di parola.

“Quanto si può definire libera l’informazione in un Paese dove praticamente ogni giorno un giornalista viene minacciato perché prova a fare il suo lavoro? (…) Sono stati 324 giornalisti minacciati nel solo 2012. Sono giovani, precari, forzatamente indipendenti. Un sistema che non è in grado di tutelare professionalmente i giornalisti non può certo tutelarne l’incolumità, a fronte di intimidazioni usate anche come strumento di censura preventiva”

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  • 1 month ago
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Berlusconi 2013, Tommaso Buscetta 1986
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Berlusconi 2013, Tommaso Buscetta 1986

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  • 2 months ago
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La scomparsa di Emanuela Orlandi

Gianluigi Nuzzi torna in prima serata su La7 con “Le inchieste di Gianluigi Nuzzi”, 4 Speciali in onda l’ultimo sabato del mese a partire dal 23 febbraio.

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  • 2 months ago
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Le #Elezioni2013 in Italia e nel mondo

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Una piccola rassegna stampa delle principali testate nazionali e internazionali da leggere se volete farvi male cercando di capire queste elezioni:

A guide to Italy’s elections http://huff.to/YOBz4N

Who can save Italy? http://econ.st/XIJfZl

Don’t laugh at Italy’s elections http://bit.ly/WtG04I

6 things wrong with Italy http://bit.ly/YOCnXr

Un’Italia in default politico ancor prima che economico http://huff.to/YOBNsC

Rome will burn, regardless of Italian election result http://reut.rs/13CnAlk

L’Italia, al momento del voto, non è più sicura di niente http://huff.to/YOBEWl

In Italy, illusion is the only reality http://nyti.ms/XuC07C

Il male minore http://bit.ly/13Crcns

Il realismo che serve al paese http://bit.ly/13CAmjR

Noi tedeschi vi amiamo, ma non vi capiamo più http://bit.ly/136U1wT

Il rimborso Imu e l’analfabetismo di ritorno http://bit.ly/13dq0eg

Le elezioni italiane viste dalla Germania http://youtu.be/MZVXf7YwSv8

Will Italy Get the Full Monti on Reform? http://on.wsj.com/13CopKQ

Grillo schreit gegen Berlusconi http://bit.ly/13Cn5aW

The Mummy Returns http://nyti.ms/YOBsWU

L’Italia dovrebbe dire no a Silvio http://bit.ly/YOBw9k

Berlusconi’s Faithful: “Only Silvio Can Save Italy” http://bit.ly/13Cp5jq

L’énigme du berlusconisme http://bit.ly/13CkC0i

La antipolítica mantiene en vilo a Italia http://bit.ly/13Co0Z6

Berlusconi todavía http://bit.ly/11SO2Ms

Beppe Grillo ou la “Vaffan” attitude http://bit.ly/XUXczB

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  • 2 months ago
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Le peggiori elezioni della storia d’Italia

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di Valerio Damiano

Nell’ultimo mese le elezioni hanno senza dubbio monopolizzato le notizie italiane mettendo in evidenza questa enorme capacità dei partiti di buttarla in vacca, sempre e comunque. Niente di tutto ciò che è stato detto o fatto riguardava le cose che sono veramente importanti per questo paese (vedi economia, tasse, disoccupazione giovanile, matrimoni gay, esodati, ecc). Scrivo quindi questo post per chiarire le idee a coloro che non hanno capito molto come funziona il “vote or die” all’italiana.

Questo periodo ha saputo tirar fuori il peggio della politica italiana ed è purtroppo cresciuta in me una strana consapevolezza del fatto che le boiate che si sentono in tv rispecchino sempre di più il paese reale. Quest’idea è condivisa anche da Mario Monti che ha recentemente affermato: “Se gli italiani votano ancora Berlusconi il problema sono loro” riferendosi alla spregiudicata campagna elettorale del cavaliere. Ecco, Mario Monti ha capito che l’europeismo e il rigore non fanno parte del pianeta #Elezioni2013 e ha iniziato ad utilizzare i metodi di tutti rendendosi però ancor più ridicolo perché privo di quella sfacciataggine che servirebbe per farlo… Se non avete visto i video del suo incontro coi bambini di Milano, non fatelo! Nonostante ciò rimane comunque il meno fastidioso della cricca. 

Una campagna elettorale imperniata sulla figura di Berlusconi non può che dirci due cose: 1) abbiamo la memoria di un pesce rosso con l’alzheimer; 2) BERLUSCONI È UN GENIO (della comunicazione). Insomma dai, fino ad un anno fa sembrava un uomo finito, molte volte ci ha fatto pena e altre lo abbiamo perfino dimenticato. Il segreto è stato proprio questo e ritirarsi a vita privata è stata la mossa di una persona estremamente intelligente (Berlusconi genio!) che conosce l’italianità meglio del lettone di Putin. Siamo un paese senza memoria. L’essere sparito per un anno ha dato modo ai suo elettori (età media 70 anni) di dimenticare la sua palese incapacità nel gestire un paese (dai, a quell’età è facile scordarsi le cose), dando nel frattempo ai giornalisti qualcosa di cui parlare oltre al noioso tema “spread”. Nel frattempo la mandria di zombie comunemente chiamati anziani abboccano alla lettera del Pdl e si recano a riscuotere l’inesistente “rimborso Imu” creando nel paese confusione e disagio. Les jeux sont faits! Berlusconi quindi risorge di nuovo dalle proprie ceneri come un’araba fenice meneghina. (Berlusconi genio!). Nessuno ha saputo morire e risorgere così tante volte. Nemmeno Gesù.

Cosa ci insegna questo? Che qualsiasi cosa accada in questo paese saremo sempre e inevitabilmente trascinati dai vecchi. Secondo un articolo di Humorrisk.com infatti, la fascia d’età 18-24 in Italia sta lentamente scomparendo togliendo ai pochi giovani rimasti il potere di influenzare le decisioni politiche o la capacità di far vincere un governo o l’altro.  

Inoltre il voto di scambio che il cavaliere sta proponendo agli italiani (vedi foto) è ovviamente una pratica mafiosa molto comune ma che nessuno conosce perché (segue vox populi): “Saviano c’ha rotto le scatole!”. Questo atteggiamento non fa una piega: tu mi voti e io ti tolgo l’IMU. Non fa niente se te lo farò ripagare sotto altre forme, l’importante è che tu ti autoconvinca che io questo paese posso salvarlo! Insomma sono un imprenditore, chi meglio di me?! (Berlusconi genio!)

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Sul fronte non conservatore, l’aria, o meglio la puzza, non cambia. Grillo, esattamente come 30 anni fa (T-R-E-N-T-A) usa il populismo e le urla come strumento di comunicazione delle masse sbattendo contro quel muro chiamato ironia della sorte: i suoi metodi infatti sono esattamente quelli della televisione in cui lui non vuole andare e in cui lui non si vuole confrontare, come a dire: “io la mia rivoluzione la faccio su Facebook matusa!”. Sul palco di Milano ha anche accolto un ormai decrepito Dario Fo che ha saputo dire una frase del genere: “Mi sembra di essere tornato indietro di molti anni, alla fine della Seconda Guerra Mondiale” (!!!). Adesso vi chiedo: perché Mussolini e Berlusconi hanno avuto così tanto appoggio?. Secondo me perché hanno saputo sfruttare lo scontento dell’epoca a loro favore; rivolgersi alla gente attraverso eventi di massa, usare sempre un tono duro e incazzato, andare contro l’economia e i potenti, sfruttare i più moderni mezzi a loro disposizione. Chi vi ricordano? Lungi da me paragonare Grillo al duce, gli sto solamente dando del fascista.

Il beppone nazionale millanta le conseguenze positive dell’eliminazione del finanziamento pubblico (secondo me inesistenti) e sempre attraverso lo stesso populismo richiede delle donazioni. L’eliminazione del finanziamento pubblico invece significherebbe rendere legale l’influenza di vari gruppi di interesse (vedi mafia e multinazionali) nei partiti, e Grillo questo lo sa, ma fa più comodo dire che la “povera gente” non deve più pagare niente. E’ praticamente quello che fa Berlusconi dicendo di voler rimborsare l’Imu: qualunquismo.

Giannino è, seppur un idiota, la vittima sacrificale di queste elezioni. In un mondo in cui Berlusconi è sempre alla ricerca di nuovi reati da compiere (ultima la truffa organizzata), Oscar-stiloso-Giannino ha provato ad adeguarsi alle facce da culo che girano in politica ma il suo errore è stato quello di non esagerare. Giannì, che ti frega se non l’hai preso sto’ master a Chicago, tu nega, nega fino alla morte, e vedi che una migliaio di decerebrati che ti votano li trovi! Eddai, pure Gullo diceva di aver giocato nel Real Madrid! Chi sei tu per essere meno di Gullo?!

Nel frattempo al quartier generale degli Alleanza Nazionale ripuliti, Storace cerca di porre rimedio ai vari scandali della regione Lazio ma l’unica cosa che non riesce proprio a sistemare è l’evidente somiglianza coi neofascisti di Casapau. La Meloni invece, oltre a dimostrare un lesbismo represso, non merita menzione se non per essere la regina della casta dei tassisti romani che la sponsorizzano alacremente e per essere a capo dei due coglioni che hanno parodiato il video sui matrimoni gay.

Con Ingroia invece si arriva al punto centrale di tutta la politica italiana: la mafia. Non voglio ricordare il suo paragonarsi a Falcone poiché è stata una semplice frase ingigantita dai media. Non voglio nemmeno parlare delle presunte minacce mafiose nei suoi confronti, poiché lo sappiamo tutti che alle cosche Ingroia fa meno paura in politica che in magistratura. Quello che mi piacerebbe dire è che se nasci magistrato a Palermo non puoi diventare politico a Roma. Caro Antonio, il fatto che tu ignori la corruzione e le speculazioni mafiose all’interno di tutte (TUTTE) le istituzioni politiche italiane, da Aosta a Catania, significa che tutta questa vocazione antimafia non ce l’hai. La mafia non si sconfigge con la cravatta Antò, ma con la toga.

(Sì, mi sono scordato Bersani, ma vogliamo veramente parlare di Bersani?!?!?)

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  • 2 months ago
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In quasi tutti i paesi europei esiste una forma di finanziamento pubblico. Il finanziamento interamente privato significherebbe compromettere l’indipendenza di partiti e movimenti politici, che diverrebbero facile preda dei diversi gruppi di interesse.
Voi siete qui: http://bit.ly/XSWeWq
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  • 3 months ago
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Il bacio della camorra

di Valerio Damiano

La mafia è l’organizzazione che più fattura in Italia. Se c’è qualcuno in Europa che non soffre per la crisi sono infatti le cosche. A volte però “l’azienda mafia” dimostra qualche debolezza e finisce in prima pagina. È stato il caso del clan camorristico dei Lo Russo in cui cinque persone sono state ritenute colpevoli di omicidio; nel giugno 2004 infatti un commando di 8 persone uccise due rivali, un quarantaquattrenne e il suo guardaspalle, entrambi facenti parte del clan Stabile allora in guerra con i Lo Russo e attivo nel quartiere Chiaiano di Napoli.

La vittima, se così si può chiamare, era un pregiudicato di 44 anni che dopo essere scampato alla morte alcuni giorni prima era stato ricoverato all’ospedale Cardarelli. Durante il suo trasferimento in ambulanza verso una clinica privata ha ricevuto il colpo di grazia. Il procedimento è stato semplice: in una prima fase viene ucciso l’uomo incaricato di scortare il mezzo, in un secondo tempo viene bloccata l’ambulanza e infine viene freddato l’obiettivo. Il giudice non ha nessun dubbio: modalità mafiosa.

Tre persone vengono arrestate subito dopo l’agguato. Le altre cinque erano a piede libero fino a poco tempo fa quando i carabinieri del nucleo investigativo di Napoli le arrestano con l’accusa di affiliazione alla camorra. Nel giorno dell’arresto i killer escono dalla caserma dei carabinieri Pastrengo e danno vita a una scena inattesa ma tristemente nota: sotto le telecamere dei giornalisti un ragazzo e una donna si avvicinano a uno degli arrestati e lo baciano sulla bocca. Un bacio che in contrasto con il suo significato comune dimostra fedeltà e appartenenza al clan. Il bacio della camorra ci viene sbattuto in faccia. E se fossimo noi le vere vittime di tutto questo?

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  • 5 months ago
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Miccichè: “L’aeroporto di Palermo lo intitolerei ad Archimede”

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Il candidato alla presidenza della regione Sicilia commenta i risvolti giudiziari che coinvolgono l’ex premier Silvio Berlusconi come possibile vittima di un’estorsione di Dell’Utri: “So quanto è generoso”

“Non sono convinto che Marcello Dell’Utri sia come viene dipinto, ma oggi sono contro di lui perché sono contro il Pdl. Ho abbandonato in maniera nettissima Silvio Berlusconi e di conseguenza tutto ciò che è attorno a lui”. A dirlo, ai microfoni di SkyTG24, è Gianfranco Miccichè, candidato sostenuto da Grande Sud e Partito dei Siciliani alla Presidenza della Sicilia. Con l’ex viceministro dell’Economia si apre una serie di interviste che SkyTG24 farà agli aspiranti presidenti della Regione in vista del voto del 28 ottobre. Le interviste andranno in onda ogni martedì e giovedì alle 21.30 e in replica il giorno dopo alle 11.30.

“Sarei un farabutto ipocrita se rinnegassi questa amicizia - spiega Micchichè -. Per comprare la casa dove sono oggi, ho ricevuto un prestito da Silvio Berlusconi, non gliel’ho estorto. Gli ho chiesto un aiuto ed era un periodo nella vita in cui mi potevo permettere di chiederglielo e lui me lo ha dato. Non posso parlare bene di Silvio Berlusconi, specialmente negli ultimi anni, ma so quanto è generoso”. E a proposito dei risvolti giudiziari che coinvolgono l’ex Presidente del Consiglio come vittima di un’estorsione perpetrata da Dell’Utri, Miccichè ha detto: “se dovessi testimoniare in tribunale in merito a questa vicenda non avrei esitazioni a dire che è stata una generosità di Silvio Berlusconi”.

Nel corso dell’intervista, Miccichè ribadisce anche la sua opinione a proposito del nome dell’aeroporto di Palermo: “Continuo ad essere convinto che intitolare lo scalo a Falcone e Borsellino, significa che ci si ricorda della Mafia. L’aeroporto di Palermo lo intitolerei ad Archimede o ad altre figure della scienza, figure positive”.

Via Sky Tg 24

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  • 7 months ago
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La mafia non esiste

di Valerio Damiano

La giustizia italiana funziona.

Oddio, ci mettono tre televisissimi lunghi anni per cercare l’assassino di Sarah Scazzi, ma questa volta l’ideatore di un attentato terroristico identico a quello di Borsellino è stato trovato in poco più di due settimane. Che fortuna!

Provo pena per un paese in cui accadono cose del genere. Se esiste la benché minima possibilità che i media possano infangare l’informazione, questo avviene. Grazie alle nuove tecnologie legate ai social networks la notizia é circolata per ore sulla rete facendo il giro del mondo. Nel frattempo la televisione ignorava il tutto senza pudore fino all’ora di pranzo. Le scene di devastazione hanno subito ricordato quelle della strage di Capaci o di via d’Amelio. Stesso risultato e stesso scopo: uccidere. Si è subito pensato alla mafia ma l’ormai famosa macchina del fango tanto cara a Saviano si era già messa in moto deviando le opinioni della gente anche su ciò che era palese.

In polizia si dice che 3 indizi facciano una prova: la scuola era intitolata a Morvillo-Falcone; nello stesso giorno si sarebbe svolta una marcia antimafia; solo pochi i giorni di differenza con l’anniversario dei 20 anni della morte di Falcone.

In un momento di crisi come quello che stiamo vivendo poi, colpire il simbolo della cultura e il luogo dove si formano le coscienze é un diretto segnale: non mettetevi contro di noi. Non scordiamo che la Sacra Corona Unita è estremamente radicata sul territorio pugliese e che la maggior parte della criminalità (e non solo) di quel territorio è mafia. Verrebbe quindi spontaneo pensare ad una criminalità organizzata invece che a un semplice atto di un folle. Ma in Italia no.

L’unico errore delle nuove leve di mafiose è stato quello di non pensare ad una cosa: il 2012 non è il ‘92. La sorveglianza è nettamente maggiore e quando inizia a circolare la notizia di un video che riprenderebbe il volto dell’attentatore, questo viene costretto a confessare. Mmm, qualcosa puzza… Ma non c’è problema! Che la storia regga o meno, o che la gente ci creda o meno, c’è sempre Barbara d’Urso, c’è Libero, c’è Striscia la Notizia, c’è il Foglio, c’è il Tg1… Nessuno saprà mai la verità! La mafia non esiste! E torniamo adesso a Sarah Scazzi…

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  • 11 months ago
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La storia si ripete

di Valerio Damiano

Nel gennaio del 1992 Sandro Viola scriveva su Falcone: “Egli è stato preso infatti da una febbre di presenzialismo. Sembra dominato da quell’impulso irrefrenabile a parlare, quella smania di pronunciarsi, di sciorinare sentenze sulle pagine dei giornali”.

La storia si ripete, e così 20 anni dopo Saviano prende il posto di Falcone ma i meccanismi non cambiano. Quella macchina del fango che si infiltra nei meandri più nascosti della nostra società fà di nuovo il suo dovere, schiava di forze malvagie in giacca e cravatta. 

Caro Saviano, non te la prendere… L’Italia è un paese capace di farti diventare un eroe nazionale e di distruggerti con la stessa facilità. Pensa che fino a poche settimane fa le stragi di mafia ci sembravano addirittura scomparse! Non siamo capaci di imparare dalla storia, e in fondo ci va bene così.

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foto di Valerio Damiano

Manifestazione antimafia del 19 maggio al Pantheon di Roma

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Egli (Falcone) è stato preso infatti da una febbre di presenzialismo. Sembra dominato da quell’impulso irrefrenabile a parlare, quella smania di pronunciarsi, di sciorinare sentenze sulle pagine dei giornali.
Sandro Viola, 1992
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Buy me a beer!
C’è qualcosa di strano in questo voler essere sempre altrove, nella realtà o con la fantasia, viaggiando o leggendo i viaggi degli altri, che mi ha sempre affascinato, quasi a credere che la vera vita non fosse ancora arrivata, che ci fosse sempre tempo per fermarsi, che fosse tutta una lunga, interminabile preparazione. A cosa? Non l’ho mai saputo (Renata Discacciati - Viaggioterapia)

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